NESSIE e i suoi fratelli

avvistamenti in Atlantico

 

di  Antonio TALLILLO

E’ un bel po’ che non si parla di ‘Nessie’ ovvero dello strano essere che alberga nel Loch Ness, è stata una diatriba a volte accesa ed apparentemente inesauribile, che ha coinvolto anche suoi parenti forse un pò meno famosi di lui.

Giornali di bordo ed archivi di varie Marine da guerra  potrebbero fornire materiale d’indagine assai ghiotto, con segnalazioni ed avvistamenti eccezionali. In almeno un caso sembra che pure un sommergibile di Sua Altezza Imperiale Guglielmo I abbia avuto un incontro "ravvicinato" con un parente di Nessie. Il 30 luglio del 1915 il sommergibile U 28, comandato dal barone Georg Gunther von Forstner, che incrociava a circa 150 km a Sud dell’Islanda aveva appena silurato il mercantile inglese "Iberian"  di 5.200 tonnellate. La nave era appena scomparsa sotto le gelide acque quando si verificò la solita esplosione dovuta all’aria ancora contenuta nello scafo, ma assieme ai soliti rottami, frammenti vari e parti del carico venne a galla un animale di specie sconosciuta, ma vagamente somigliante ad un coccodrillo dalle notevoli dimensioni : da 15-18 metri. Il bestione, che probabilmente incrociava alla profondità di alcune decine di metri al momento dell’esplosione, divincolandosi freneticamente e boccheggiando, s’inabissò in soli 15 secondi, sotto agli occhi del Comandate tedesco, di due ufficiali – i sottotenenti Romeiss e Dieckmann – del capotimoniere Parisch, del capomacchina Ziemer e di almeno un marinaio scelto.

Per sfatare la leggenda dei tedeschi cattivi e per "par condicio" c’è da dire che anche i marinai di Sua Maestà britannica avevano poco animalismo, il 22 maggio 1917, sempre a Sud dell’Islanda, il mercantile armato inglese "Hilary", in missione di pattugliamento incontrava e colpiva con il cannoncino di prua un bestione non classificato dalla zoologia, lungo circa 25 metri, che ebbe agonia rapidissima e che rimase immobile a galla fino al momento in cui affondò – come ebbero a scrivere nel loro resoconto il capitano F.W. Dean ed il tenente C. M. Wray, evidentemente due seguaci di Lapalisse.

Fin qui la cronaca, neanche tanto romanzata, trovata su di un vecchissimo numero degli anni ’70 di quella bellissima rivista che era Storia Illustrata. E’ un ennesimo sasso nello stagno, all’epoca era impensabile trovare più notizie se non con ricerche estenuanti, ora con Internet chi vorrà approfondire potrebbe avere delle bellissime sorprese. Non è escluso che esista un kit in plastica del sommergibile U28, e se in una prossima mostra avessimo modo di ammirare un bel diorama "marinaro" che presenti ambientati il sommergibile, parte del relitto inglese ed il bestione sopraccitato, avremo ancora una volta dimostrato che il mondo modellistico può dare gli spunti più impensabili, senza neanche forzare la fantasia ai limiti come nel caso della Luftwaffe 1946 che imperversa da qualche tempo a questa parte.

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