Pezzi di artiglieria : 

Obici  Skoda 

 

di  Andrea e Antonio TALLILLO

 

       L’avvicinarsi del centenario della prima guerra mondiale sta provocando un primo, esile ma costante flusso di kits dedicati a mezzi ed artiglierie del periodo. Non può che far piacere, specie al modellista che invano aveva atteso modelli  del genere che alcune ditte più “astute” si siano già presentate pronte all’appuntamento !  E’ il caso degli obici Skoda scodellati dalla IBG Models, ben tre confezioni che permetteranno di riprodurre il lungo servizio di questi obici nei due conflitti mondiali.
       Questa non è ancora la loro recensione ma solo una specie di “post –it” per ricordare che, come per altre armi austriache, essi trovarono posto nella panoplia italiana in alcuni casi anche sino a pochi anni fa.
 
       Un passo indietro :  tra i modelli di artiglieria da montagna della Skoda,  ad inizio del secolo scorso figurava un obice da 100 mm montato su di uno speciale affusto scomponibile in più carichi, per il trasporto su terreni difficili. Il pezzo attirò l’attenzione di molti eserciti ma non tutti apprezzarono nello stesso modo l’affusto speciale (più pesante del dovuto) tanto che fu prodotto un  nuovo affusto campale, dando così vita al mod. 14. L’obice era stato realizzato dalla Skoda sia nella versione trainabile M 14 – oggetto del kit n. 35026 – che in quella da montagna (scomponibile in tre carichi) M16, ne furono prodotti anche dalla Bohler ben 6.458 nel primo caso e 546 nel secondo,  che finirono per prestare servizio anche negli eserciti romeno, ungherese e polacco.
 
       Al termine della Grande Guerra, il nostro Regio Esercito ne acquisì ben 1.222 come preda bellica ed altri in conto riparazione danni di guerra. L’affusto era a coda unica, con apertura centrale per il tiro ad alzi elevati, a rinculo variabile. Le ruote erano in origine in legno a 12 razze, diametro 130 cm, rimpicciolite per il mod. 16 da montagna e la scudatura era di quasi 5 mm. Il traino era in prevalenza animale, per il traino meccanico veniva usato il trattore TL 37. Si procedette poi a sostituire, in almeno 200 esemplari al giugno 1940, le ruote in legno con ruote metalliche. Assieme al cannone 75-27, l’obice Skoda costituì l’ossatura dei Reggimenti d’artiglieria divisionale, in genere un gruppo per ogni Reggimento. Era ancora in servizio nel 1940 in numero così elevato che gli italiani produssero sia le parti di ricambio che le munizioni, in Russia finì anche per fare da controcarro, con granate EP (effetto pronto) a carica cava, arrivate prima della seconda battaglia del Don. L’equivalente di 12 batterie era stato trasformato per il traino meccanico, con ruote metalliche o in electron e dotato di nuovo munizionamento. Al 30 settembre 1942, ne erano ancora in servizio 1.163 (di cui 374 a traino meccanico). Come per molti altri pezzi d’artiglieria, molti caddero in mano tedesca dopo l’armistizio dell’8.9.1943, classificati leFh 315 (i), mentre alcuni pezzi equipaggiarono reparti della RSI.
 
       Il kit 35028 della IBG Models rappresenta sì un obice mod. 16, ovvero la versione con lo scudo da 4.2 mm, scomponibile in 15- 20 minuti per il trasporto in montagna, disponibile nel Regio Esercito in almeno 135 esemplari oltre a 181 forniti dai tedeschi, di preda bellica polacca, più volte modificato ed ammodernato nel dopoguerra e che rimase in servizio sino a metà degli anni ’80. In questo senso è riconoscibile per la piccole ruote gommate, ma attenzione, la box art trae in inganno, non è certo ambientabile nel deserto…
 
       Il kit 35025 riproduce l’interessante versione modello 14/19, prodotta dopo la costituzione della Cecoslovacchia. La Skoda aveva preso a lavorare attorno al modello 14 riammodernandolo con una canna da 24 calibri per  accrescere la gittata, grazie anche ad un nuovo munizionamento. La versione fu subito adottata come pezzo campale standard dall’esercito cèco, largamente richiesta ed esportata in Grecia, Jugoslavia, Polonia ed Ungheria. Lo stesso Regio Esercito acquistò le parti occorrenti a riammodernare una porzione dei propri “modello 14”.
Solido e robusto e capace come le versioni precedenti di impiego prolungato anche nelle condizioni più difficili e disagevoli, entrò in servizio in più esemplari nel R.E. nelle prime fasi del conflitto, con la cattura di alcuni esemplari greci e jugoslavi sia più avanti, forniti dalla Germania che ne aveva a sua volta catturati molti , più di 400,  in Polonia – classificati 14/19 (p);  Grecia (318 (g) – e Jugoslavia (316 (j). Si erano aggiunti a quelli dell’esercito cèco, ma dopo il 1941 furono relegati a compiti di seconda linea o alle difese del Vallo Atlantico.
Nel R.E. , classificato come 100/22, era a disposizione 358 esemplari a fine 9.1942. Fu usato anche da alcuni gruppi in Sicilia, in funzione antisbarco, e fu poi presente sia al Sud, un gruppo a traino meccanico del 1° Raggruppamento motorizzato, che al Nord, Reggimento artiglieria “Condottieri” della Decima MAS.  Ai 100/22 si erano aggiunti anche i 126 mod.16 ex-jugoslavi, usati però solo per addestramento. Il 100/22, anche nella versione mod.16/19, su affusto modello 16 leggermente modificato, fu in servizio anche nell’esercito ungherese. Il kit IBG n. 35027 del 100/24 a ruote metalliche si presta, con alcune modifiche, a rappresentare un esemplare italiano : è vero che le nostre ruote metalliche non erano proprio identiche, ma comunque siamo nel regno della plastica e non dovrebbe essere difficilissimo modificarle (anche nei bulloni del mozzo). Le ruote potrebbero essere recuperate da un vecchio kit in resina della Criel, il numero 038, mentre nel kit 075 troveremmo le granate.
 
       Come avete capito, le possibilità sono molte, se poi sapremo unire al pezzo una buona gamma di serventi le possibili scenette e diorami saranno “al bacio” . La documentazione non manca, anche grazie alla comparsa dell’utilissimo libro di E. Finazzer, molto adatto ai tavoli da lavoro rispetto ai ben più ponderosi tomi apparsi in precedenza.
Qualche dato ?  Eccolo…
 
Peso : 1.415 kg (1.505 nel 100/22) ; Brandeggio : - 8 + 48 ° verticale,  5° orizzontale (-7.5 + 56° e 5.5° nel 100/22) ; Ritmo di tiro : 4-6 colpi al minuto ; Gittata massima . 9.270 mt (9.600 nel 100/22)   Granate di vario tipo, le più usate la mod 32 da 13.75 kg e quella da 14.2 kg.
 
       L’autunno scorso uno dei due ‘Tallillo brothers’ ha avuto la fortuna d’imbattermi in un magnifico 100/22 ed in un insolito 100/17 postbellico in quel di Bari e di avere accanto un amico che ha scattato un..bombardamento di fotografie. Grazie ancora Saverio !
 
 
le cover dei kit  IBG Models
 
                       
 
 
 
Etiopia, 1936(coll. Breviglieri)
 
 
Francia 1940. Il trattore è il buon vecchio Pavesi. (AUSSME)
 
 
Francia 1940 – Stavolta è il più moderno TL 37 (AUSSME)
 
 
Francia 1940 – Notare la mimetizzazione estemporanea (AUSSME)
 
 
Africa  fine 1940, una batteria travolta dagli inglesi. (IWM)
 
 
Africa 194, una bella idea per una scenetta… (Cronache della Guerra)
 
 
Africa 1941, con la squadra serventi al completo (Cronache della Guerra)
 
 
Africa 1941, pronti allo sparo (coll. Pisani)
 
 
Africa 1941, notare l’immacolato sistema di puntamento (coll. Pisani)
 
 
Africa 1941, il pezzo sembra mimetizzato (AUSSME)
 
 
Africa 1941, parte di una famosa sequenza ‘in action’  (AUSSME)
 
 
Africa fine 1941, altra idea per sistemare il kit in una postazione (LIFE)
 
 
Linea di pezzi e trattori della divisione Torino, 1941 (AUSSME)
 
 
Uno dei pezzi che combatterono a Roma nel settembre 1943 (AUSSME)
 
 
Un pezzo del CIL in Italia, estate 1944, con un puntatore inglese (AUSSME)
 
 
 
 - i pezzi conservati presso il Sacrario dei Caduti d' Oltremare di Bari
 
mod. 100/17
 
       
 
                       
 
               
 
 
       
 
 
mod. 100/22
 
               
 
               
 
       
 
               
 
               
 
               
 
       
 
       
 
 
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