REALIZZAZIONE DI UN PARASCHEGGE

- SCALA 1/72 -

 di  Maurilio  MARANGIO

Durante la seconda guerra mondiale negli aeroporti furono largamente utilizzati i paraschegge, aventi lo scopo di proteggere inservienti e mezzi da eventuali scoppi e/o schegge causati dalle incursioni aeree. Questi potevano essere realizzati con dei traversoni, con dei terrapieni, con dei mattoni o, in maniera ancora più semplice, da sacchetti di sabbia o da tavoloni.

Al riparo dei paraschegge, che consentivano ai meccanici di lavorare fino all’ultimo momento in caso d’allarme, venivano, contemporaneamente, eseguite le seguenti operazioni: rifornimenti di benzina, munizioni ed ossigeno, verifica dei motori e prova della radio.

Al fine di ripresentare questi concitanti momenti ho deciso di realizzare un paraschegge in terrapieno, prendendo spunto da quello realizzato dalla Verlinden, ambientandolo in Francia durante la battaglia d’Inghilterra ed utilizzato dal personale tedesco della Luftwaffe.

Per la realizzazione ho utilizzato una tavoletta di compensato dallo spessore di cm. 1, larga cm 30 e lunga cm 25. Per il terrapieno mi sono servito d’alcuni pezzi di polistirolo, (incollati alla basetta con la colla vinilica.), opportunamente sagomati per conferire una forma ad U dell’altezza di cm. 4, tenendo conto soprattutto delle misure dell’aereo che intendevo inserirvi (un Me 109 E3), lo spazio netto dell’area ricovero è di 21 cm per 15 cm. Ho rivestito le pareti laterali esterne del terrapieno in polistirolo con dei fogli di balsa dello spessore di mezzo millimetro, sagomandoli secondo la conformità del terreno.

                       

Dopo aver abbozzato il terrapieno sono passato alla realizzazione del terreno e della vegetazione, i quali costituiscono un competente elemento di supporto scenico e la presenza di un semplice albero o di un cespuglio conferiscono armoniosità ed equilibrio al diorama.

Per la realizzazione del terreno ho utilizzato dapprima del Das, inumidito con dell’acqua, con il quale ho ricoperto la superficie del diorama. Quando il Das era ancora fresco e morbido, vi ho impresso dei grani delle lettiere per gatti, idonei a conferire un effetto realistico al terreno. Dopo aver fatto rapprendere il Das, ho steso su tutta la superficie, con un pennello inumidito, della colla vinilica sulla quale ho poi cosparso del terriccio utilizzato per il modellismo ferroviario preventivamente setacciato avendo lo stesso, a mio avviso, una grana troppo spessa per i diorami che ospitano aerei in scala 1/72.

Una volta asciugatosi il terreno ho provveduto a colorarlo utilizzando dei colori ad olio. Per la colorazione del terreno parto, di solito, con un marrone molto scuro (terra di Siena e nero) successivamente schiarito con tonalità sempre più chiare, per terminare con qualche tocco di bianco puro sui sassi. Per la realizzazione del manto erboso ho utilizzato dell’erbetta sintetica.

Asciugatosi il colore sono passato alla realizzazione delle pareti laterali del terrapieno e del pavimento realizzati con delle strisce, simulanti delle asse di legno, tagliate da un foglio di balsa, utilizzato per il modellismo navale, dello spessore di mezzo millimetro ed altezza mezzo centimetro, e incollate con la colla vinilica applicata con un pennello piatto; questo per la zona di ricovero dell’aereo. Sul lato sinistro ho collocato un albero, ricavato da un ramo secco d'azalee opportunamente modificato e ancorato al terreno, dopo aver praticato un foro, con uno stecchino da cucina come “anima”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho riprodotto il fogliame dell’albero utilizzando dei ciuffetti di lichene nordico modellati secondo l’esigenza. Sul lato opposto ho invece collocato una Flak da 28 mm, presa da una confezione Esci, protetta da una recinzione di sacchi di sabbia. E’ chiaro che completeremo poi il diorama con accessori reperiti da varie scatole di montaggio in base a quel frangente di realtà storica che si intende riprodurre. Senza gettarsi a capofitto nell’acquisto di costosissimi kit o accessori, pertanto, si possono ottenere degli ottimi risultati anche ricorrendo alla tecnica dell’autocostruzione.

 

( un servizio fotografico completo sul diorama realizzato è visionabile nella cartella : MODELLI - n.d.r. )

 

           

               

                       

                       

                       

               

           

 

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